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Tra i moltissimi che scrivono sul Web, pochissimi scrivono per il Web. È infatti ancora dominante la posizione (invero legittima) di chi intende la Rete come limbo o tutt'al più vetrina che agglomeri l'attesa di un altrove teso a sbocchi immancabilmente cartacei. Nella migliore delle ipotesi è una palestra nella quale affinare toni e motivazioni, sviluppando istinti competitivo-emulativi nei riguardi di chi è riuscito a pubblicare; o ancora uno specchio che consenta, grazie all'immediatezza del confronto, ritorni d'immagine elastici e diretti.
Pseudolo non sfugge alla regola, eppure l'esperienza maturata in quattro anni evidenzia il profilarsi di un fenomeno ancora essenzialmente inedito: un tentativo di calibrare i testi al Web, come se il mezzo invogliasse a un diverso porsi (e farsi) della scrittura. In particolare - precipitato verticalmente il concetto di immobilità del testo, di sua lavorata compiutezza formale - ogni digitato si rivela ambito propizio a distorsioni e rimescolamenti senza soluzione di continuità e dall'ammasso indefinito di parole emerge pura voce, dove c'è. ------------------------------------------------------------------------------------------- Il Web consente all'autore questo lavorio (su se stesso e sul "pubblico") tramite l'elaborazione di testi forse "deperibili" che tuttavia non si riducono mai a tentativi occasionali, assurgendo piuttosto a registrazione puntuale di valori (anche letterari, quando ci sono) e di vissuto. Testi che assumono dignità misconosciute a livello editoriale, accademico, giornalistico, in quanto delegittimano il sostrato contrattuale delle istituzioni (per cui un prodotto vale se funzionale a un discorso di puntualità, mantenimento ed espansione di potere) e nella trasparenza del loro compiersi illustrano un percorso in divenire carico di interferenze e di approcci svelati. Se scrivere "per il Web" rende un autore libero di esprimersi a prescindere da altre logiche, l'incontro con sensibilità affini crea "circoli di pari", come Pseudolo, che pongono quale unico filtro all'ingresso la qualità della scrittura e la disposizione a ragionarci sopra, a prescindere da ogni altro parametro di appartenenza e da qualsivoglia altra supposta finalità. Piacerebbe a Borges questa libertà praticata di pensiero ed espressione, come a noi piacciono le sue "inquisizioni" e come vorremmo piacessero ancora opere "altre" a chi fa editoria non di intrattenimento. Consci dell'enormità della pretesa, e con spirito vivo di pionieri intendiamo condurre le nostre esplorazioni in questi territori estremi, augurandoci di continuare a venire osservati da chi ha perduto l'abitudine di mettersi in discussione o il coraggio di sottrarsi alla rigidezza usata dei moduli imperanti. A costoro e a chiunque abbia voglia di parlarne, parlarci e parlarsi, offriamo su Pseudolo un nuovo strumento, un forum a frequente aggiornamento che ospiterà tutte le e-mail inerenti la discussione: "Scrivere-per-il-Web: meta in sé o trampolino di lancio?". Intendiamo così continuare a promuovere un uso letterario del Web meno dimesso: le possibilità sono enormi e in gran parte inesplorate; la voglia non difetta, così come la consapevolezza di potere, con l'aiuto di tutti, contribuire a frenare l'omologazione del pensiero e svecchiare un panorama culturale ancora eccessivamente soggiogato a una concezione sottotono del medium di comunicazione.
La cosa più difficile sarebbe stata guardarla nuovamente negli occhi, sette mesi dopo, senza rischiare di essere frainteso. Avrebbe suonato il campanello a lungo, Emanuele. Poi lei gli avrebbe aperto, e lo avrebbe osservato interdetta. Lo spicchio d'ombra della porta si sarebbe fermato sulle loro occhiate nude. Le labbra sospese. Non lo avrebbe capito. No. Lo avrebbe creduto intrappolato nell'incapacità di vivere la propria vita da solo. Avrebbe pensato a un pentimento. Certo. Invece lui non si pentiva di nulla. Neanche adesso, mentre guidava, dubbioso, verso di lei. Non si pentiva, Emanuele, dei pugni, contro le sbarre di quel rapporto viziato. Non si pentiva delle proprie leggerezze, delle fughe dalla monotonia e dai riti. Tantomeno dell'ultima. L'ultima... ------LA FINE DEL MONDO C'erano
stati brandelli dei vecchi tempi anche
Quel mostro era il nostro amore, la nostra disgrazia. Da lui dipendeva la serenità dei nostri giorni, era lui a decidere il quando ed il se del dolore. Era avido, triste, incostante. Pronto ad entusiasmarsi, a portare avanti la sua esperienza, a risollevare il mondo, ma anche a sgonfiarsi, ad ammutolire: a brontolare sordo. La prima volta, la prima volta che - a Pontevecchio - si era fermata quell'altra cosa, si era concluso quell'avvenimento, noi tutti ci aspettavamo molto dal mostro. Giorno dopo giorno attendevamo che le cose venissero rimesse a posto. Speravamo forse... ci rallegravamo tra di noi di quella tragedia perché eravamo convinti che lo scandalo, lo scempio fosse di tale gravità che qualcuno, qualcuno che era anni che aspettava, avrebbe colto al volo l'occasione, non solo per riparare il danno, ma anche per portare avanti quella riforma che da decenni, da decenni tutti aspettavano. Ci compiacevamo del male, per la rivoluzione, per il cambiamento che avrebbe dovuto portare. Invece - ci rendemmo conto, giorno dopo giorno - le cose erano completamente diverse. Le cure, le cure effettuate avevano soltanto mostrato l'incurabilità della malattia, del morbo. E fu subito chiaro che quell'avvenimento era soltanto il primo timido sintomo di qualcosa che era stato covato per troppo tempo, ed ora usciva risolutore, progressivo, implacabile. A poco a poco la mia speranza per il mostro era scemata, fino ad una annoiata disillusione. Elettra ancora si affaccendava per lui, ma senza false illusioni: per la forza di inerzia di un credo infantile... Un
filo di saliva mi scorre lungo il mento mentre immergo l'ago nella speciale
pozione di mia invenzione. Naturalmente sono costretto a portare i guanti...
È un'operazione pericolosa, questa. Intanto la musica dei Grey Owl
mi riempie le orecchie: roba sostanzialmente strasentita; note note, per
così dire. Sembra materiale antiquato, rococò e dintorni,
solo che è... differente. È musica "altra". Tastiere, organi
elettrici e sintetizzatori analogici reimpastano melodie
familiari...
Pseudolo.it raccomanda
©
Le foto di copertina sono di Eric Deharo e Chiara
Berlinzani
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. ¡CORTI IN CIRCUITO! Prosegue
Nella
nuova rubrica
IN ESCLUSIVA SU PSEUDOLO 9
V E T R I N A P O E T I C A - POESIE
1997 - 2001
IL MARE
E ALTRE POESIE
Chi
passeggia lo sa e lo sanno /
LEMMA Gianmario Lucini -Mi
chiami e se rispondo non rispondi, /
Il volume di versi di Gianmario Lucini pubblicato da Montedit nel dicembre 2001
DEL
MIO GUASTO AMORE
Parola fuori schema / Lingua sciolta dell'ira e della pena / Che brividi nascosti e fremiti di rosa / Per linfa di favella dalla bocca/ Sempre aperta mi sbrodola maldestra...
L'opera
di Gabriele Pepe
che
LA CONTEMPLAZIONE Raffaele Piazza I regali a farci felici a rasentare l'attesa / e a entrare lì dove il tempo delle cose / si ferma: di conchiglia in conchiglia, / nel tuo riesaudirmi, nel darmi le verità / dell'acqua per le parole ad angolo / con una tinta d'aurora intravista in un gioco / da internet con il figlio... L'AMORE AL TEMPO DELLA GUERRA Paolo Santarone - Ma dentro / un germe nuovo mi vive / trepido e incerto / incauta promessa / speranza / Io e te / forse / siamo di quelli che rifaranno il mondo / DA "LA
PRESENZA DEL VELO"
- P O E S I E D E I L E T T O R I - Nello
spazio pseudolesco
R E C E N S I O N I - Nicolò
La Rocca presenta
Piccoli
orrori
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.. LETTERATURA "ELEVATA A INTERNET" . di Fabrizio Patriarca ... Il vantaggio sublime di gestire una rivista online, imprendibile dalle menti calcolanti, è quello di non aver mai a che fare con la perfezione. Il testo perfetto - il verso immutabile, la narrazione svolta secondo il rigore meraviglioso della dispositio, è di fatto esposto a un deterioramento invincibile: l'aggressione del "fading" lo minaccia inesorabilmente. Il testo insostituibile in ogni sua parte, concluso, rifinito, quella pagina esemplare che pure torna - dileggiata - in una tra le più illustri finzioni borgesiane, è la stessa che nella dimensione estetica della forma o della ricezione attraversa la storia al rischio perenne della caducità: non riusciamo a pensare un cosmo non abitato, almeno in qualche sua parte, dalla Commediao dal Paradise Lost, né possiamo dar prova di un istinto di fuga, di scoperta o di vendetta senza precipitare nel giro ineludibile delle seduzioni epiche, tra omeriche e virgiliane... . . "DI COSA SIAMO POETI?" di Giuseppe Cornacchia Intervento
al convegno:
.. . TUROLDO E IL GRANDE MALE In memoriam di Gianmario Lucini L'umanesimo dimenticato di un grande poeta
. . SUD CATODICO di Nicolò La Rocca Dove
va (se esiste) la "letteratura del Sud"?
. . L'ARTE E GLI ASSIOMI di Gianmario Lucini Degli assiomi dell'arte e delle leggi di mercato
. . GLI SPIRITI DEL LAGO SAGRADO di Chiara Berlinzani Conversazione
intorno all'arte
.. V I S I O N I . si arricchisce di nuovi, straordinari contributi . . . Ikuyo Toba PARAVENTI
Personale
in due tele del grande pittore
.
L'esordio
su Pseudolo della ceramica artistica
Tre
divertentissimi disegni di una giovane
.
Due
nuove opere polimateriche
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